giovedì, 23 luglio 2009

Categoria : emotion




Per motivi che non sto a specificare, perchè sinceramente non saprei spiegarli, abbandono questo blog. Lo faccio non senza rimpianti visto le numerose cliccate e rimando tutti gli amici ad un nuovo sito raggiungibile a questo indirizzo: http://web.me.com/stradivarius/stradivarius/Home.html I miei nuovi siti e Blog si possono raggiungere direttamente cliccando sui link HOT LINK nella colonna a sinistra di questa pagina. Vi aspetto di là, un abbraccio a tutti e grazie della compagnia

Estromesso da Stradivarius alle ore 21:46
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domenica, 15 luglio 2007

Categoria : emotion




Mi mandano le barche. Cioè quelli che fabbricano le barche mi mandano la loro rivista.
Patinatissima, ricchissima. Pensa che fanno inserti pubblicitari anche di macchine, la marca più sfigata è la Bentley.
Tutto il resto in proporzione. La loro barca più piccola è un diciotto metri con due motori da un miliardo di HP e costa milionate di euri.

37411[1]
Come pensano che possa diventare loro cliente? Per me si tratta di qualche scherzo di omonimia.
Oppure è stata quella volta, vent’anni fa, che ho visitato il Salone Nautico di Genova e devo aver lasciato i miei dati da qualche parte.
Era ancora l’epoca nella quale credevo fosse possibile far quattrini abbastanza per comprarmi un piccolo natante. Onestamente lavorando voglio dire.
Di tutti gli idealismi stupidi e sterili, questo è stato senz’altro il più cretino in cui abbia creduto. E l’ho fatto pure per parecchio tempo, finchè mi sono rovinato. Praticamente. Il fegato sicuro.
Ma loro la stramaledetta fottutissima rivista che sprizza lusso da ogni pixel continuano a mandarmela.
E a volte, perché proprio non ce la faccio a sopportare tutto questo strafottente esibizionismo, m’incazzo e penso a quanto sangue sia stato versato per farsele e quanta merda contengano le cambuse di quelle specie di navi sulle quali fanno cocaparty quei stramaledetti, fottutissimi criminali che ci comandano. Sodomizzandoci da mane a sera.


Estromesso da Stradivarius alle ore 01:37
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mercoledì, 01 marzo 2006

Categoria : emotion




Tappabuchi
Cadono, anzi spingono, premono, si affollano,
dritti o contorti.
Lubricamente vivi.
Una lama che si rigira, caldo metallo nel freddo sangue.
Un cuore piccolo e strozzato.
Dove sei coscienza, e tu, polveroso coraggio?
Parole potenti, prevaricanti.
Vibrazioni tanto forti da plasmare la volontà.
Energia dominante.
Emozioni, liquido caldo che gocciola via da occhi arrossati.
Gola che pulsa e petto che pare scoppiare.
E’ pianto.
Di cosa, per cosa?
Per tutto, per tutti.
Per niente.
Per me, per la vita, la mia vita.
Una vita, cento vite, un milione di vite sbagliate.
Errori della natura.
Ma non piango di me, no.
Non c’è più nulla da piangere.
Mi compiango.
E questo è triste.
Anzi tragico, perché si può essere tristi per tutto o per niente,
ma non per sé stessi.
Una forza cieca mi spinge a scrivere,
ma sulla tastiera le dita rimangono mute.
La testa vuota d’idee, piena solo di bollicine che vorrebero uscire tutte assieme.
Si urtano, si comprimono, per disintegrarsi in un soffio di gas.
Impalpabile aria, nulla furtivo.
Rutto fatto di niente.



Estromesso da Stradivarius alle ore 13:33



giovedì, 15 dicembre 2005

Categoria : emotion





Roman torso
Ieri costavo moltissimo, ero prezioso
vento maestro, forza  montante.
Passò una cometa.
Era un sogno morente.
La seguii e vissi nel sogno,
una vita di sogno mai vissuta davvero.
Oggi in fondo alla strada
c’è un sasso bianco:
ma é solo gesso!
Guardo me stesso da grande,
mentre l’antico maestrale
si consuma sulla nera lavagna
e un colpo di spugna
sbuffa polvere grigia.
Quanto vale oggi la polvere?



Clicca e leggi Motoforismi in Centaurus il mio Alter blogo



Estromesso da Stradivarius alle ore 14:52



venerdì, 09 dicembre 2005

Categoria : emotion





Andry

Motoforismi: leggili in anteprima nell'altro mio Blog

Estromesso da Stradivarius alle ore 06:21



venerdì, 02 dicembre 2005

Categoria : emotion




Instant Clock Black

Passano lenti questi giorni
infarinati dalla nostalgia
soffritti dalla noia
lessati dall’indifferenza

Strisciano viscidi questi giorni
ingrassati dall’ipocrisia
speziati dall’angoscia
incrostati dalla paura

Evacuano putridi questi giorni
digeriti dal rimpianto
espulsi dalla rabbia
eiaculati senza amore



Estromesso da Stradivarius alle ore 02:35



sabato, 26 novembre 2005

Categoria : emotion




Ecco qua, lo faccio: ti scrivo. Una lettera vera. Per la prima e, molto probabilmente, ultima volta. Una lettera vera ma recapitata in un modo immateriale, invisibile, inconsistente. Neppure avrò mai certezza che tu la legga. Ma che importa, ciò che conta è che l’abbia fatto.
Scrivo a questa Jenny, a un nickname, un’immagine virtuale, un sogno, un riferimento cibernetico, un volo notturno? Forse non saprò mai chi sei, cosa sei, né come ti chiami. Forse non sei neppure reale.
Ti scrivo perché sto ripartendo per un altro viaggio e perché ogni mio viaggio, anche il più breve, il più banale, non ho mai saputo dove mi portasse, di preciso. Non ho mai saputo se e quando tornassi.Distance1
Il brillio delle brochure, i variopinti itinerari delle Agenzie, i fantasmagorici filmati televisivi di posti incantati. Cazzate. Tutto finto, di plastica. Tutte bugie.
Non esistono posti di fiaba se ci vai portando con te il corpo appesantito dal vissuto, la mente decomposta dai dubbi, dalle meschinità, dai compromessi. Dalla vigliaccheria del conformismo e da tutte quelle infinite lordure che devi toccare e maneggiare e ingoiare per sopravvivere, e che non ti lasciano il tempo per vivere.
Potremmo mai essere veramente noi stessi in un mondo fatto di materia organica? Non credo proprio, e allora! Allora che conta lo spirito se deve continuamente fare i conti con lei? Come può prevaricarla, ignorarla, trapassarla?
Perciò quando ti ho vista entrare nel monitor, la prima notte, scomposta e arruffata, trafelata nella tua ansia di emergere, di attirare calore animale, provai un senso di fastidio. Un’altra megalomane schizzata, una delle tante, dei tanti esibizionisti, pensai.
Ma poi, leggendoti, quel personaggio che indossi con tanta disinvolta noncuranza, quasi fosse davvero tuo, inaspettatamente mi aiutò ad abbreviare le mie notti, a deviare il mio pensiero, ad estrarre pus infetto dalla mente come l’incisione di un bubbone. Mi sentii subito meglio, più leggero. Non ero più solo, c’era qualcuno che poteva curarmi. Per questo grazie, leggiadra infermiera.
Trascorsi alcune notti adrenaliniche a studiarti, tentando di entrare in te, di disegnarti su una tela rarefatta ed evanescente, ricomponendo quei pochi elettroni sparsi sul video. Sei stata solo un passatempo? Un gran bel gioco in ogni caso, contro un valente avversario. Grazie di nuovo, poderosa giocatrice.
Ma adesso devo riprendere il cammino. Lo faccio a fatica, sono stanco, ma devo andare, devo completare la micidiale sequenza d’errori coi quali sono arrivato a questo punto della vita. Non sia detto che lasci le cose a metà. Perlomeno questo va fatto. Chiudere il cerchio, affogare nell’acqua alta. Non in un piccolo stagno maleodorante.
Non so per effetto di quale strano processo mentale, ma nel pensarti ho ricordato. Sono tornati i ricordi, cioè. Non tutti purtroppo, il meccanismo d’autodifesa è potentissimo e difficilissimo da scardinare. Mi ha sempre protetto dal passato, cancellandolo dalla memoria cosciente. Per il mio bene, almeno così ho sempre creduto.
Invece mi sono reso conto di aver rinunciato ad un patrimonio costituito sì in massima parte da letame, ma dal quale è emerso, come spesso succede in natura, un fiore. Un fiore splendido, dal nome semplice che profuma di buono: emozione.
E quell’umile fiore vale una cifra incalcolabile, perché spandendo il suo profumo sta sollevando il mio cuore.
Tu questo hai fatto Jenny, mi hai, inconsapevolmente, aiutato a ricordare. Cose belle, cose forti, cose vive. E quante sono state in questo mio errare! Dunque ancora, per la terza volta grazie, giardiniera!
Ebbene sì, ho ripreso a scrivere, non so se davvero è merito tuo, non mi sono ancora guardato bene dentro, ma è successo, ed è importante. Sono piccole, insignificanti cose che scrivo, ma lo faccio con passione.
Adesso basta, devo andare. La strada è ancora lunga e forse non ci incontreremo più, sai com’è la vita.
E poi in fondo tu, mio sogno fuggevole, cosa sei: infermiera, giocatrice o giardiniera?


Estromesso da Stradivarius alle ore 00:37



martedì, 01 novembre 2005

Categoria : emotion







Notturno Palma



Bianca tenda da dove i tuoi occhi azzurrati dalla seconda luna guardano l'ammucchiarsi delle foglie ai piedi della montagna rocciosa e figure avvolte da mantelli affrettarsi all'odore dei fuochi, mentre la notte raccoglie i sospiri e fugge sognando...

Certo ami il pericolo creatura ricolma di fluido vitale velata d’incognita essenza, ma
quali sono le tracce che ti hanno condotto a questo sentiero trovato per sorte tra aridi palmizi?

Sappi che ormai da tempo la mia anima s’è persa nei grandi palmeti del sud quando, lungo innumerevoli anni conficcati nella carne, vedevo morire le pietre al passaggio di carovane ondeggianti.

Forse potresti trovarla nascosta nelle sacche dei contrabbandieri e non riconoscerla, forse potrebbe cremare il profumo dei tuoi frutti o intorbidire la tua acqua sorgiva.
Forse potresti non essere abbastanza forte… forse.


Estromesso da Stradivarius alle ore 01:43