martedì, 23 maggio 2006
Categoria : viaggi
C’è poco da fare, specialmente di buono, quando piove ai tropici. Quando piove ai tropici mica cadono gocce, l’acqua vien giù a mastellate e il cielo diventa così viola piombaceo che sembra che la fine sia arrivata.
Quando piove ai tropici son cazzi e devi solo aspettare che smetta. Ti scordi, quando piove ai tropici, di respirare aria, respiri acqua o, se ti va bene, vapore.
Mi sa che lassù qualche ingegnere genetico si sia sbagliato, ci doveva dotare di branchie se proprio voleva che andassimo ai tropici! Dicono che una volta lo eravamo, anfibi, ma adesso non più e per respirare abbiamo solo i polmoni, per questa ragione quando piove ai tropici rischiamo di soffocare.
Certe volte, in quei posti chiamati favelas dove i poveracci costruiscono abusivamente per stare in città ad ogni costo e spacciare un po’ di roba, quando piove ai tropici molte di queste baracche vengono giù insieme al fango e ci sono anche dei morti. Quando piove ai tropici succedono molte brutte cose e muoiono un casino di sfigati.
Se sei spaparanzato in un variopinto baretto a farti caipiroske quando piove ai tropici prima che smetta ti ritrovi mezzo ciucco con l’acqua ai polpacci.
Quei furbetti che si fiondano dentro litigandosi le sedie crepano di caldo. C’è troppa condensa sudaticcia nei baretti variopinti quando piove ai tropici.
Ma c’è anche una cosa di bello, quando piove ai tropici. Puoi ficcarti sotto la pioggia, con o senza costume, e se hai del sapone a portata di mano ti fai la doccia lì per lì, gratis. L’acqua è già giusta di suo e non serve nessun miscelatore del piffero per regolarla. Ai tropici prendi la doccia sotto la pioggia e mandi a fare in culo la tecnologia.
Quando piove ai tropici in quei torrenti di colore bruno rossiccio che sono diventate le strade, i ragazzini ricchi ci fanno navigare i motoscafetti telecomandati, quelli poveri pezzetti di polistirolo.
Perché ai tropici, di solito, mica ci sono fognature. E quando ci sono si intasano subito, occluse dalle foglie delle amendoeiras, i nostri mandorli, che ai tropici non ci somigliano per niente e hanno foglie larghe e rotonde, cedue, che quando piove ai tropici cadono, si mischiano alle sozzerie di strada (quelle che abbiamo anche noi che viviamo lontano dai tropici), fanno da tappo e l’acqua non scola più.
Questo mandorlo esotico produce pure un frutto che alla mandorla assomiglia, ma però non si mangia. Ai tropici il frutto che si mangia più frequentemente è un’altro. A seconda dei quartieri più o meno di lusso, può essere bianco bianco, bianco rosato, caffelatte, bruno, moro, ebano.
Può essere bello maturo, ma è più raro trovarlo e poi non conviene. Più facile imbattersi in frutti giovani, freschi freschi, ma già molto saporiti. Molto più saporiti dei nostri. Ai tropici li mangiano tutti, tanto i belli come i brutti.
Spesso ai tropici se ne fanno scorpacciate di questi frutti, specialmente quando piove, aspettando che smetta con le modelle che contano le paperelle, in una confortevole camera asciutta con frigobar e aria condizionata.
Quando piove ai tropici, ad essere onesti, dovresti vergognarti di avere mandato a fare in culo la tecnologia.
Credetemi, non c’è nient’altro di meglio da fare, quando piove ai tropici.
Estromesso da Stradivarius alle ore 00:08