mercoledì, 01 marzo 2006
Categoria : emotion
Cadono, anzi spingono, premono, si affollano,
dritti o contorti.
Lubricamente vivi.
Una lama che si rigira, caldo metallo nel freddo sangue.
Un cuore piccolo e strozzato.
Dove sei coscienza, e tu, polveroso coraggio?
Parole potenti, prevaricanti.
Vibrazioni tanto forti da plasmare la volontà.
Energia dominante.
Emozioni, liquido caldo che gocciola via da occhi arrossati.
Gola che pulsa e petto che pare scoppiare.
E’ pianto.
Di cosa, per cosa?
Per tutto, per tutti.
Per niente.
Per me, per la vita, la mia vita.
Una vita, cento vite, un milione di vite sbagliate.
Errori della natura.
Ma non piango di me, no.
Non c’è più nulla da piangere.
Mi compiango.
E questo è triste.
Anzi tragico, perché si può essere tristi per tutto o per niente,
ma non per sé stessi.
Una forza cieca mi spinge a scrivere,
ma sulla tastiera le dita rimangono mute.
La testa vuota d’idee, piena solo di bollicine che vorrebero uscire tutte assieme.
Si urtano, si comprimono, per disintegrarsi in un soffio di gas.
Impalpabile aria, nulla furtivo.
Rutto fatto di niente.
Estromesso da Stradivarius alle ore 13:33