giovedì, 09 febbraio 2006

Categoria : pet-o shop




Se anche tu eri un bambino negli anni 50, 60 e 70 la domanda è: Come hai fatto a sopravvivere?
 
Noi da bambini andavamo in auto che non avevano cinture di sicurezza né airbag.
 
Viaggiare nella parte posteriore di un furgone aperto (oggi si chiamano pick-up) era una passeggiata speciale e ancora ne serbiamo il ricordo.
 
Le nostre culle erano dipinte con colori vivacissimi, con pitture a base di piombo.
 
Non avevamo chiusure di sicurezza per i bambini nelle confezioni dei medicinali, nei bagni, alle porte.

I giocattoli erano fatti di qualsiasi tipo di materiale, non omologato, sicuramente tossico.
        
Quando andavamo in bicicletta non portavamo il casco. Doll BN
 
Bevevamo l'acqua dal tubo del giardino, invece che dalla bottiglia dell'acqua minerale senza particelle di sodio.
 
Trascorrevamo giorni interi costruendoci carrioli coi cuscinetti a sfera, quei fortunati che avevano strade in discesa si lanciavano subito e solo a metà corsa si ricordavano di non avere freni. Dopo rovinosi capitomboli imparammo a risolvere il problema. Noi ci infilavamo nei cespugli, non nelle auto!
  
La scuola durava fino a mezzogiorno, arrivavamo a casa per pranzo. Da soli. Se facevamo buco non avevamo cellulari quindi nessuno poteva rintracciarci.

Uscivamo a giocare con l'unico obbligo di rientrare prima del tramonto.
 
Ci tagliavamo, ci rompevamo un osso, perdevamo un dente, ma non c'era alcuna denuncia per questi incidenti. La colpa era solo nostra.

Le tettoie sotto le quali ci rifugiavamo per la pioggia o ci nascondavamo quando giocavamo agli indiani erano di Eternit.

Quando combinavamo qualcosa di brutto mamma e papà ce le davano di santa ragione e nessuno ha mai reclamato a telefono azzurro, neanche ci immaginavamo che potessero inventarlo! Semplicemente la volta dopo non la facevamo più.
 
Mangiavamo biscotti, pane, burro, ciccioli, patate fritte con lo strutto, bevevamo bibite zuccherate e non avevamo mai problemi di sovrappeso perché stavamo sempre in giro a correre e saltare.  
 
Adesso ci si infetta di orribili malattie, noi ci dividevamo una bibita in quattro bevendo dalla stessa bottiglia e nessuno è mai morto per questo.
 
Non avevamo Playstation, Nintendo 64, X box, videogiochi, televisione via cavo con 99 canali, videoregistratori, dolby surround, cellulari personali, computers, chatroom su Internet. AVEVAMO INVECE AMICI.  
 
Uscivamo, montavamo in bicicletta o camminavamo fino a casa dell'amico, suonavamo il campanello, se c’era, o semplicemente entravamo. Lui era lì e uscivamo a giocare. 
 
Si! Lì fuori! Da soli! Nel mondo crudele! Senza un occhio vigile! Senza baby sitter! Come abbiamo fatto?

Facevamo giochi con bastoni e palline da tennis, si formavano delle squadre e non tutti venivano scelti ma gli scartati non subivano delusioni così cocenti che potessero trasformarsi in traumi. 
 
Certi studenti non erano brillanti come altri e quando perdevano un anno lo ripetevano. Nessuno andava dallo psicologo, dallo psicopedagogo, nessuno soffriva di dislessia né di problemi di attenzione; semplicemente aveva una seconda opportunità.
 
Avevamo libertà, fallimenti, successi, responsabilità... e dovevamo imparare a gestirli.

Oggi sicuramente diranno che siamo noiosi, però siamo stati molto felici!
 


Estromesso da Stradivarius alle ore 14:49
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